Amici di viaggio

Rubrica di viaggi - Speciale Borghi più belli di Italia a cura di Maria Grazia Lombardo

Il paese delle "PORTE DIPINTE"


Carissimi amici, ben ritrovati!

Siete mai stati nel “PAESE DELLE PORTE DIPINTE”? Questa settimana visitiamo VALLORIA, piccolo borgo nell’entroterra Ligure, nel comune di Prelà, provincia di Imperia.

L’attenzione del turista è catturata soprattutto dall’arte con cui sono decorate a mano le porte delle abitazioni, delle stalle, dei magazzini e delle cantine. Sono ben 150, realizzate ognuna, da un artista diverso, meraviglie che incantano.


Il nome VALLORIA deriva dal latino Vallis Aurea, valle dell’oro, perché l’olio, dal colore dell’oro, è stata la ricchezza di questo paese dalle origini molto antiche fino a pochi decenni fa; 360 abitanti nel 1750, 30 dopo la crisi degli anni 1959/60: il borgo non riuscì a riconvertirsi dall’olivicoltura alla floricoltura, ed ecco iniziare un lento spopolamento. Si racconta che negli anni ’50, il paese fu fondato dagli abitanti della vicina località CASTELLO, in fuga da un’invasione di formiche così numerose e voraci da assalire i bimbi nelle culle. Oggi di Castello restano solo alcuni ruderi, tra cui si notano le stradine che correvano tra le case e il pozzo di Stonzo, villaggio di cui restano visibili molte tracce.

Il primo grande murales di Mario Carattoli “LA RACCOLTA DELLE OLIVE” è quello che si incontra entrando nel borgo, un dipinto che rende omaggio alla tradizione contadina della Valle. Numerosi sono gli artisti che hanno collaborato per trasformare Valloria in un museo a cielo aperto, lasciando la loro creatività sulle sue porte. Ogni opera è numerata e ha una spiegazione sull’autore.


Valloria

Nell’architettura ligure medievale, i vicoli non hanno molta luce e sono piuttosto cupi, ma l’illuminazione è stata creata da queste decorazioni sulle porte delle abitazioni, dove sono raffigurati ritratti di donna, paesaggi, scene sacre o quotidiane, ballerine, pescatori, poeti e musicisti. Dette decorazioni sono state create a mano con diverse tecniche, da artisti e giovani pittori non ancora conosciuti che, ogni anno, in estate, si ritrovano qui per dipingere la loro porta in un evento ad hoc chiamato “A Valloria fai Baldoria”.


Dopo il loro operato vanno a riposarsi all’ombra degli ulivi, gustando i piatti della tradizione gastronomica locale. Per ammirare queste meraviglie basta passeggiare su e giù per i vicoli del centro e perdersi tra i “caruggi” (vicoli) senza tralasciare nessun angolo.

L’idea di dipingere le porte è nata negli anni ’90 per gioco trasformandosi in tradizione, ogni anno almeno tre artisti diversi ne creano nuove in diretta. Questo ha permesso al borgo di entrare a pieno titolo nell’Associazione Italiana dei Paesi Dipinti.

Il centro storico è rimasto intatto nei secoli conservando la struttura medievale con le case di pietra, i vicoli tortuosi e i muretti a secco. Si possono ammirare tre antiche fontane, è stato uno dei primi paesi dell’entroterra a dotarsi, grazie alla confraternita di Santa Croce, di un acquedotto (del quale sono ancora visibili le tracce) che per mezzo di canali di piombo, nel 1715 portò l’acqua dalla sorgente della Cappella dei Castagneti nelle tre fontane, oggi diventate il simbolo dell’Associazione Amici di Valloria.

CHIESA PARROCCHIALE DEI SANTI GERVASIO E PROTASIO: il primo impianto risale al XV secolo, poi la struttura fu rivista nello stile barocco da Angelo Battarello nel 1689. Ci sono anche due chiesette campestri, quella di San Mauro e della Madonna del Tuvo.

Da visitare il “MUSEO DELLE COSE DIMENTICATE”, luogo dove si possono trovare oggetti legati al passato e alla tradizione contadina, all’uso domestico che, con l’avvento della tecnologia e della modernità, hanno perso il loro classico impiego: utensili usati per la coltivazione degli ulivi e la produzione dell’olio, aratri, strumenti musicali, lumi a olio (oliva), accessori per tostare il caffè o macinare il grano. Oggetti appartenuti ai nonni di Valloria, oggi racchiusi in una sola struttura che trova sede nell’oratorio cinquecentesco di SANTA CROCE.

Tra gli itinerari, una passeggiata porta alla CHIESA DI SAN GIUSEPPE, in stile barocco, da cui si può ammirare un panorama spettacolare sulla Valle, quando il bel tempo lo permette, si può scorgere il profilo della Corsica. Un’altra passeggiata porta agli ulivi, ideale per una gita a tutto relax. Dopo aver fatto il pieno d’arte in paese, si percorre via Garibaldi per arrivare a una strada inter poderale fra gli ulivi, fino al “PASSO DELLA VALLE”, volendo anche alla “MADONNA DEL TUVO”.

Dal borgo si raggiungono anche percorsi adatti alla mountain bike e dalla salita dietro le Fontane, seguendo il percorso ben segnalato, giungere al MONTE MORO o al MONTE FAUDO. Lungo la strada si incontrano le “CASELLE”, tipici piccoli locali in pietra normalmente rotondi, sormontati da lastre di ardesia coperte di terra, ricovero di pastori in tempo di pascoli.

LA PIETRA DEL SOLE, nei pressi del cimitero c’è un masso a forma di parallelepipedo, su questa sorta di menhir (monumento preistorico composto da una sola pietra), secondo la tradizione, gli abitanti di quei luoghi adoravano il Dio Sole e le cipolle, con una commistione di sacro e profano degna di qualche meditazione….

LA TRADIZIONE DELLO SPAUDO. Si narra che se un “foresto” sposava una ragazza del paese doveva in qualche modo risarcire i giovani locali con una somma di denaro che veniva spesa in dolci e vino, anche i vedovi che si risposavano dovevano pagare “Lo spaudo” altrimenti diventavano vittime dei “ciaravui”, i quali facevano baccano sotto le finestre degli sposi finché lo sposo non pagava.

Nota dolente, il borgo meriterebbe più attenzione da parte delle Autorità competenti. Accanto alle porte dipinte è impossibile non notare gli edifici in rovina, le persiane pericolanti, le sbarre e i divieti di accesso. Un percorso di bellezza iniziato con le porte variopinte ma interrotto.

Ci auguriamo possa riprendere al più presto.

Cari amici, termina qui il nostro viaggio.

Ci ritroviamo la prossima settimana per scoprire altri meravigliosi borghi!

Maria Grazia Lombardo




Maria Grazia Lombardo


Per il lavoro non poteva concedersi molti viaggi, ma raggiunta la pensione insieme a suo marito Vittorio, scoprono quanto sia bello viaggiare. Insieme sono diventati viaggiatori incalliti alla ricerca di Borghi italiani.



"Adoriamo viaggiare in libertà, alla ricerca dei Borghi più belli di Italia, e non solo, siamo alla ricerca di storie, origini e leggende legate ai posti che visitiamo. "

Questa passione, Maria Grazia ce la trasmette scrivendo per il Blog "Love you Toscana" con la rubrica: "Amici di viaggio - speciale Borghi più belli di Italia" di cui ne è l'Autrice.

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