Amici di viaggio

Rubrica di viaggi - Speciale Borghi più belli di Italia a cura di Maria Grazia Lombardo

Camminando tra le vie acciottolate di RICETTO DI CANDELO


Ben ritrovati cari amici e buona domenica!

Si riparte! Oggi andiamo a RICETTO DI CANDELO, piccolo borgo medievale a circa 4 km a sud est di Biella, popolato da 8000 abitanti. La sua edificazione si colloca tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo d.c. paese particolare perché costruito dal popolo e non da un regnante, infatti “ricetto” è un distretto protetto che risale al 14° secolo all’interno del borgo, in questo caso, CANDELO, creato dagli stessi abitanti per stipare le loro riserve di cibo oppure ottenere rifugio in caso di guerra. Questo tipo di struttura medievale si è sviluppata in passato in diverse zone del Piemonte e dell’Europa centrale, quello di Candelo è uno di quelli meglio conservati in assoluto. Camminare tra le sue vie acciottolate ci fa respirare la Storia, andare su e giù per il medioevo e immedesimarsi nella cultura contadina di un tempo. In virtù della sua posizione, da esso si gode una vista panoramica sull’intero comprensorio delle Prealpi biellesi, a nord, e verso il Baraggione (riserva naturale orientata delle Baragge).


Unico accesso al paese è TORRE PORTA, delimitato quasi interamente da cinta murarie con torri cilindriche a ogni angolo. Le stradine sono chiamate “rue”, sono tutte a ciottoli raccolti nel torrente vicino e sono state costruite con pendenza da sud a nord per permettere il deflusso delle acque.

Ci sono circa 200 “cellule”, così chiamati gli edifici in pietra con balconate di legno. All’interno di queste cellule si trovano botteghe, taverne e laboratori artistici. Un tempo queste strutture venivano utilizzate al primo piano come granai mentre il piano terra veniva usato per la conservazione del vino. All’esterno di alcune botteghe si trovano antiche botti per il vino e grandi macine per cereali e farina. Molti turisti vi passano i weekend ed è scelto anche come location per matrimoni, grazie ai suoi scenari medievali e caratteristici. All’interno delle mura vengono organizzate manifestazioni di diversa natura, dalle degustazioni di vini, ai mercati di prodotti tipici, alle fiere di fiori.


IL VILLAGGIO DI BABBO NATALE, nel mese di dicembre con laboratori didattici per bambini e l’Ufficio postale da cui spedire le letterine. Il borgo si trasforma in un vero e proprio presepe vivente a cielo aperto.

CANDELOINFIORE tra maggio e giugno, il paese si riempie di fiori e colori.

VININCONTRO a settembre, un interessante festival vitivinicolo

IL TORCHIO: la matrice contadina del complesso di Candelo e la testimonianza diretta del fatto di come esso fosse stato destinato nell’antichità a deposito collettivo di prodotti agricoli, in particolare vinicoli, sorta di cantina sociale, è data dalla presenza in una di queste di un enorme torchio per la pigiatura delle uve. Le sue dimensioni suggeriscono che trattasi di uno strumento utilizzato da tutta la comunità per far fronte a necessità lunghe nel corso del tempo.

Oltre a varie botteghe d’arte fra cui quella della pittrice su seta, Annelie Weischer, sono presenti:
  • IL CENTRO DOCUMENTAZIONE DEI RICETTI IN EUROPA

  • IL PICCOLO MUSEO DELLE COSE DICUCINA E PASTICCERIA, una raccolta di centinaia di oggetti, macchinari e attrezzature di uso popolare e professionale nell’ambito di tali ambienti, è anche Centro Studi sulla cultura gastronomica locale e piemontese con un’importante Biblioteca ed Emeroteca tematica a disposizione di studiosi e appassionati.

  • MUSEO DEL PAESAGGIO NATURALE E STORICO DELLA VITIVINOCOLTURA

  • LA SALA DELLE CERIMONIE, sede delle principali Esposizioni.

  • L’ARCHIVIO STORICO




LE CELLULE DEL MUSEO, sistema del territorio candelese incluse le cantine dell’Ecomuseo della vitivinocoltura (che fa parte dei distretti del vino) e quelle destinate all’esposizione di collezioni e documenti che riportano dati storici e geografici riguardanti il territorio.


PALAZZO COMUNALE: a ridosso del Ricetto, del quale nel 1816 fu abbattuta una porzione per fare spazio al nuovo edificio.

Tra i monumenti religiosi troviamo:


CHIESA DI SANTA MARIA MAGGIORE: raggiungibile lungo il prato che costeggia la Torre di sud-ovest, il piccolo viottolo fiancheggia la roggia marchesa, un canale che dal 1561 fornisce acqua alle campagne del biellese, fino alle risaie della provincia di Vercelli. Risalente al XII secolo, ha subito ripetute modifiche e ampliamenti fino al XVIII secolo. Preziose sono le rifiniture interne in legno, conserva opere d’arte del XVII secolo.



CHIESA DI SAN LORENZO: risalente a un periodo antecedente l’anno 1000, è stata interamente ricostruita in stile barocco nella seconda metà del XVII secolo. Opere artistiche e preziose in legno vi sono conservate all’interno.

CHIESA DI SAN PIETRO: costruita a partire dal 1679, dopo il crollo della precedente struttura. L’attuale facciata (1932) è opera dell’architetto Nicola Mosso. La nicchia sovrastante il portale centrale contiene il dipinto raffigurante “La consegna delle chiavi a San Pietro” (Deabate 1932). L’ampia sacrestia alla quale si accede attraverso la porta intagliata (XVIII secolo) conserva importanti arredi, dipinti e sculture lignee del XVII e XVIII sec.

SITO DI YSANGARDA: situato nella Baraggia (piccolo altopiano argilloso e piuttosto ricco di vegetazione, attraversato da vari sentieri sterrati che lo collegano ai comuni confinanti) è una zona di interesse archeologico nella quale sorsero tra il XII e il XV sec. un villaggio e una serie di fortificazioni appartenute alla potente famiglia Vialardi.

Questo borgo è stato teatro di molte pellicole, in special modo ricordiamo alcune immagini di uno sceneggiato famoso come la parodia dei Promessi Sposi del trio Lopez, Marchesini, Solenghi. Sono state girate alcune scene di “La Freccia Nera”, “Virginia la Monaca di Monza”, il “Conte Dracula” diretto da Dario Argento.

Termina qui il nostro viaggio...

Ci ritroviamo la prossima settimana per scoprire altri meravigliosi borghi!

Maria Grazia Lombardo




Maria Grazia Lombardo


Per il lavoro non poteva concedersi molti viaggi, ma raggiunta la pensione insieme a suo marito Vittorio, scoprono quanto sia bello viaggiare. Insieme sono diventati viaggiatori incalliti alla ricerca di Borghi italiani.


"Adoriamo viaggiare in libertà, alla ricerca dei Borghi più belli di Italia, e non solo, siamo alla ricerca di storie, origini e leggende legate ai posti che visitiamo. "


Questa passione, Maria Grazia ce la trasmette scrivendo per il Blog "Love you Toscana" con la rubrica: "Amici di viaggio - speciale Borghi più belli di Italia" di cui ne è l'Autrice.


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