Chiave di Sol

Rubrica musicale a cura di Anna Meola


Arturo Benedetti Michelangeli

Genio del pianoforte



Ben ritrovati e buon inizio settimana!

Be', dopo avervi parlato di Marta Argerich non potevo lasciare in disparte il genio del pianoforte, la mia icona... il suo estro, la sua tecnica impeccabile, il nuovo Liszt: Arturo Benedetti Michelangeli.


Mi innamorai subito del suo modo di suonare il pianoforte, delle sue interpretazioni e di come suonava Chopin: straordinario!

Sinceramente quando voglio sentire qualche pezzo di Chopin, scelgo sempre e solo lui...

Non c'è niente da fare!

Arturo Benedetti Michelangeli suona Chopin


Classe 1920, a soli undici anni iniziò a frequentare il Conservatorio di Milano, dove si diplomò in tre anni. Partecipò quindi, al Festival Internazionale di Bruxelles, dove ebbe in giuria proprio Rubinstein che lo descrisse come di un allievo insoddisfacente, ma dalla tecnica impeccabile, tuttavia riuscendo a mettersi in luce al pubblico che lo amò subito.


È stato uno dei più grandi interpreti del pianoforte del XX Secolo, al pari di altri celebrati pianisti quali Gilel's, Rubinstein, Arrau, Richter e Horowitz. Per via dell'unicità del suo tocco, delle iridescenze timbriche e della sua raffinatezza interpretativa, è da molti considerato il più importante pianista italiano, accanto a Ferruccio Busoni.


Biografia Arturo Benedetti Michelangeli


Nasce tra la notte del 5 e del 6 gennaio 1920 a Brescia.

All'età di quattro anni inizia gli studi musicali presso l'Istituto Musicale Venturi con il maestro Paolo Chimeri. In seguito prosegue gli studi a Milano dove si perfeziona per pianoforte e composizione.


Figlio di un avvocato a sua volta pianista, e di un’appassionata di pianoforte, Arturo cresceva respirando l’amore per la musica e la sua curiosità, oltre al suo estro, ne perfezionarono le capacità, messe in atto dall’età di tre anni!

Si diploma a soli 14 anni e inizia immediatamente un'intensa attività concertistica.

Nel 1939 gli viene assegnato il primo premio assoluto al Concorso Internazionale di Ginevra, qui il suggello del suo straordinario talento. In quella occasione lo stupore e l'apprezzamento danno vita alla famosa dichiarazione di Cortot: "È nato il nuovo Liszt".

La sua fama approda - nel 1946 con la sua prima comparsa all'Estero- in Inghilterra. Nel 1948 è invitato negli Stati Uniti e nel 1949 a Varsavia per partecipare alle celebrazioni del centenario Chopiniano.

Contemporaneamente è dedito con profondo entusiasmo all'insegnamento: dapprima al Conservatorio di Bologna, dove grazie alla sua fama, gli viene assegnata la cattedra di pianoforte, poi al Conservatorio di Venezia e di Bolzano. Non solo, intrattiene anche corsi di perfezionamento ad Arezzo, Siena, Torino e poi anche a Lugano.

Le mani di Arturo Benedetti Michelangeli

Per motivi di salute, è costretto a fermarsi per un periodo; riprenderà l'attività concertistica nel 1964 in Russia, l'anno successivo in Giappone e ritorna negli Stati Uniti, in Israele e in Germania. Nel 1964 fonda il Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo di cui rimane direttore artistico per circa tre anni.

Scelta la Svizzera come sua residenza, vive nei pressi di Lugano, precisamente a Pura. Un grave malore durante un concerto a Bordeaux, lo costringe a fermarsi ma dopo l'interruzione tra il 1988 e 1989, riprende alla grande con straordinari concerti di Brema del 1989 e 1990. Segue un'intesa tournée giapponese del 1992 e il recital di Amburgo del 7 maggio 1993, l'ultima apparizione in pubblico del grande pianista.

Arturo Benedetti Michelangeli muore il 12 giugno 1995 a Lugano.


Discografia parziale

  • Beethoven, Conc. pf. n. 1, 3 - Benedetti Michelangeli/Giulini, Deutsche Grammophon;

  • Beethoven, Conc. pf. n. 5 - Benedetti Michelangeli/Giulini, Deutsche Grammophon;

  • Brahms Chopin Debussy, Ballate n. 1-4/4 Mazurche/Scherzo n. 2/Preludi/Images - Benedetti Michelangeli, 1971/1988 Deutsche Grammophon;

  • Brahms Schubert Beethoven, Ballate n. 1-4/Son. pf. D.537 - Benedetti Michelangeli, Deutsche Grammophon;

  • Chopin, Mazurche (10)/Prel. op. 45/Ballata n. 1/Scherzo nn. 2 - Benedetti Michelangeli, 1971 Deutsche Grammophon;

  • Debussy, Images I-II/Children's Corner - Benedetti Michelangeli, 1971 Deutsche Grammophon;

  • Debussy, Prel. I-II/Images/Children's - Benedetti Michelangeli, Deutsche Grammophon;

  • Mozart, Conc. pf. n. 13, 15 - Benedetti Michelangeli/Garben, 1990 Deutsche Grammophon;

  • Mozart, Conc. pf. n. 20, 25 - Benedetti Michelangeli/Garben, Deutsche Grammophon;

  • Schumann, Carnaval/Carn. di Vienna - Benedetti Michelangeli, Deutsche Grammophon;

  • Schumann Debussy, Conc. pf./Images per pf. - Ben.-Michelangeli/Barenboim, 1982/1984 Deutsche Grammophon;

  • Benedetti Michelangeli, L'arte di Benedetti Michelangeli - Michelangeli/Garben/Giulini, 1971/1990 Deutsche Grammophon;

  • Benedetti Michelangeli, Tutte le registrazioni per Deutsche Grammophon - Giulini/Garben/Barenboim, 1971/1990 Deutsche Grammophon;


“Essere un pianista e un musicista, non è una professione. È una filosofia, una concezione di vita che non può basarsi né sulle buone intenzioni, né sul talento naturale. Bisogna avere prima di tutto uno spirito di sacrificio inimmaginabile."

Arturo B. M.




Curiosità

Michelangeli intratteneva dei corsi estivi di perfezionamento, con allievi che provenivano da tutto il mondo nella sua residenza. Tali corsi erano gratuiti poiché il maestro riteneva la musica un diritto, ed è noto che cucinava addirittura per gli allievi giovani che si erano distinti per il loro talento. Tuttavia, pare che le sue lezioni non fossero sempre costanti...


Chi era in realtà Arturo Benedetti Michelangeli?

Un grande conoscitore della meccanica del pianoforte, pretendeva che lo strumento da concerto - da lui suonato - fosse in condizioni perfette!

Addirittura, si racconta, che ebbe il coraggio di portare con sé in tournée due dei suoi pianoforti, ma spesso rifiutava ugualmente di suonare, in quanto gli strumenti non erano stati messi a punto ottimamente.

In alcune occasioni i concerti furono annullati con il pubblico già in sala, anche solo per l'eccessiva umidità dell'ambiente.

Di episodi singolari ce ne sono molti, e le stranezze, l'originalità del suo carattere, non ci devono indurre a pensare che fosse un artista umile: sul palco manteneva sempre un'assoluta compostezza durante l'esecuzione, e non rispondeva quasi mai agli applausi, in quanto riteneva che non dovessero essere rivolti a lui, ma ai compositori dei brani eseguiti.

Si riparava dalla popolarità e concedeva rarissime interviste ai giornalisti e alla stampa.

Appassionato di automobili sportive, in uno dei suoi frequenti ritorni in Italia si recò a Maranello per chiedere ad Enzo Ferrari di poter acquistare una Ferrari usata, a coronamento di uno dei sogni della sua vita. Il suo stile di guida, per sua stessa ammissione, era particolarmente spericolato.

A dispetto del suo carattere austero, in privato Benedetti Michelangeli era un grande appassionato dei personaggi creati da Walt Disney: ne guardava le pellicole ed era un assiduo lettore del periodico a fumetti Topolino, di cui consigliava la lettura anche ad allievi e collaboratori.



Nonostante la sua personalità particolare - e non vi nascondo che guardarlo nelle foto mi ha sempre messo una forte soggezione- resta e resterà il mio pianista preferito. Con lui la mi mente vaga a cavallo di note suonate con la perfezione, dedizione e trasporto.

Anna Meola

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