Guarda, ti consiglio un libro!

Rubrica a cura di Anna Meola



Lezione di vita di Luis Sepulveda

Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare

(Historia de una gaviota y del gato que le enseñó a volar) Titolo originale



“Nella tua vita avrai molti motivi per essere felice, uno di questi si chiama acqua, un altro ancora si chiama vento, un altro ancora si chiama sole e arriva sempre come una ricompensa dopo la pioggia.”


Carissimi amici,

oggi il mondo piange un grande scrittore: Luis Sepulveda.

Si è spento a causa di una polmonite associata al nuovo coronavirus.

Voglio dedicare a lui e ai suoi bellissimi scritti l'articolo di oggi. Sono stata molto indecisa su quale libro scegliere, e allora mi son ricordata che tra i libri di mia figlia c'è : Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare.

Una meravigliosa storia per l’infanzia che ha fatto breccia nel cuore del mondo intero e ha trovato riscontro anche al cinema con un film d'azione.


In questa storia troviamo forti messaggi: Amicizia, coraggio, rinascita.

Sepulveda ha impresso - tra le pagine di una storia memorabile - perle che spronano a non guardarsi mai indietro, a lottare per raggiungere i propri obiettivi e ad amare in modo illimitato.


Trama:

La storia de La Gabbianella e il Gatto è ambientata ad Amburgo. Uno stormo di gabbiani tornando dalla migrazione si trova purtroppo in mezzo al fenomeno detto“peste nera”, un’enorme chiazza di petrolio riversatasi nel mare. La gabbiana Kengah, mentre pesca, si trova in mezzo al petrolio riuscendo a liberarsi e ad atterrare su un balcone. Sta per deporre un uovo. Su questo balcone vive Zorba, un gatto nero. La gabbiana Kengah, allo stremo delle sue forze, chiede a Zorba di farle tre promesse: il gatto dovrà evitare di mangiare l’uovo, prendersi cura del piccolo che nascerà e insegnargli a volare. Zorba e altri due gatti suoi amici, Segretario e Colonnello, ce la mettono tutta per salvare la gabbiana, ma i loro sforzi non servono a nulla purtroppo e Kengah muore, lasciando il suo uovo. Zorba si prende cura amorevolmente dell’uovo finché non nasce la gabbianella Fortunata. La piccola, crescendo in mezzo ai gatti, non capisce subito chi sia; tra grandi sforzi, però, i suoi amici riescono a far nascere dentro di lei la consapevolezza del suo desiderio di volare. Dopo una serie di vicissitudini che coinvolgono anche un gruppo di topi crudeli, i gatti aiutano la gabbianella a prendere coraggio e a gettarsi dal campanile di San Michele, spiccando così il suo volo.


“È molto facile accettare e amare chi è uguale a noi, ma con qualcuno che è diverso è molto difficile, e tu ci hai aiutato a farlo.”


La cosa che mi ha sempre incuriosito in questa fiaba di Sepulveda, è la differenza delle due specie di animali che non hanno nulla a che vedere tra loro; in natura vivono in contrasto, ma in questa storia sono amici veri!

La piccola gabbianella nasce, cresce e spicca il volo proprio grazie alle amorevoli cure del gatto Zorba e dei suoi amici.


L'amore, in questa storia, ha il potere di far sviluppare i rapporti tra le due specie e si instaura un continuo: "dare e ricevere" che porterà la piccola Fortunata a superare tutte le sue paure e a ritrovare la sua vera identità di gabbiano nel momento in fui volerà, finalmente.



Perché leggerlo?


Personalmente posso dirvi che questo libro mi ha regalato un perla preziosa nella mia vita. Una storia semplice, ma che all'interno racchiude temi importanti e la preziosa amicizia profonda tra Fortuna e un miciotto tenerone e cicciotello di nome Zorba.


Lo consiglio ai nostri teneri bimbi, ma soprattutto agli adulti, vedrete: non vi stancherete mai di leggere una bella favola. La mia bimba spesso, mi chiede di rileggerlo e io ne sono molto contenta!

In questi libri così leggeri e semplici si celano messaggi forti e incisivi, da custodire nel cuore e da cui trarne esempio.

Leggere aiuta sempre a crescere e questo libro è da far leggere subito ai bambini!

Spiegategli i messaggi forti tramandati tra le righe di Sepulveda.

Infine, l'insegnamento che mi ha fatto riflettere e che spesso mi ripeto nella testa quando intrattengo rapporti con persone difficili alla quale voglio bene (anche tra le mie amiche più care), è quello della diversità, del riuscire ad amare e rispettare chi è profondamente diverso da noi.

È un bellissimo pensiero: facciamone tesoro!


Vi lascio qualche nozione su Luis Sepulveda...


Scrittore di lotte e di umanità

Guerrigliero, ecologista, esule politico, reporter, viaggiatore vicino ai popoli nelle zone più remote del pianeta. Nato il 4 ottobre 1949 a Ovalle, in Cile, a 15 anni aderisce alla Gioventù comunista, punto di partenza di una militanza politica - contro tutte le dittature degli anni '70 - e in difesa dell'ambiente, due temi centrali nella sua vita, fulcro della sua scrittura, profondamente umana e carica di speranza. Giovanissimo scriveva per il quotidiano "Clarìn" e a soli 20 anni il suo primo libro di racconti "Crònicas de Pedro Nadie" riceve il Premio Casa de las Americas con una borsa di studio per corsi di drammaturgia presso l'Università Lomonosov di Mosca. Successivamente in rotta con la Gioventù comunista entra nelle file dell'Esercito di liberazione nazionale in Bolivia.


Di ritorno in patria, si diploma come regista teatrale, allestisce spettacoli, scrive racconti, fa il giornalista radiofonico e dirige una cooperativa agricola. Dopo l'adesione al Partito socialista entra nella guardia personale del presidente Salvador Allende e prosegue lo studio approfondito dei maggiori pensatori di sinistra.

In seguito al colpo di stato del generale Augusto Pinochet nel 1973, Sepulveda viene arrestato due volte e in carcere, per due anni e mezzo, subisce torture. Per 7 mesi e' prigioniero in uno stanzino che non gli consente neppure di alzarsi in piedi.

Una lunga campagna di Amnesty International ne ottiene la liberazione, ma a prezzo dell'esilio per 8 anni. Scappa in Brasile, in Paraguay, in Ecuador dove riprende la sua attivita' di drammaturgo e allaccia una collaborazione con l'Unesco per studiare l'impatto dell'Occidente sulla popolazione indios Shuar.

Da questa esperienza di vita con i nativi in Amazzonia verrà fuori nel 1989 "Il vecchio che leggeva romanzi d'amore" - dedicato a Chico Mendes - che gli porta la notorietà internazionale, tradotto in 35 lingue e adattato per il grande schermo nel 2001. 


Buona lettura!

Anna Meola


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