SIAMO ABBASTANZA EDOTTI DA CAPIRE IL GATTO?

"Appunti di Etologia felina" a cura di Barbara Stavěl

La mascolinità di un gatto non svanisce con la castrazione


Siamo troppo abituati a pensare da umani. Tendiamo quindi a confondere la nostra percezione del mondo, degli individui e delle emozioni con quelle delle altre specie animali non umane. Ed è così che, proiettando paure e limiti personali sugli amici animali, finiamo per compiere errori di valutazione finanche grossolani.


Conosco molte persone, per la maggior parte uomini, assolutamente contrari alla castrazione del gatto. Non importa quale sia il loro grado di istruzione, poiché non giocano la cultura o l’educazione, ma l’immedesimazione. Mai e poi mai vorrebbero ridurre il proprio gatto a vivere da individuo senza personalità, o peggio, con un’identità deviata, capace solo di ingrassare e dormire. Ma questo non è vero!

Si tratta di un grande errore che un bravo etologo sa di non dover mai commettere, quello di studiare il comportamento di una data specie senza liberarsi del bagaglio umano. Se lo facesse, divulgherebbe opinioni, non fatti scientifici.


Quando si parla di gatto, così come di animali non esattamente sociali, come i camaleonti – che fra l’altro sono creature ancora più solitarie dei gatti – è necessario compiere uno sforzo ancora maggiore. Cambiare totalmente punti di vista, pensare da gatto. Conoscerlo è essenziale per saperlo valutare per ciò che realmente è.

Grazie alla genetica, fiorente branca della biologia, è ampiamente appurato che la mascolinità del Felis catus si determina al momento della nascita. È INDELEBILE e indipendente dal fatto che il gatto sia castrato o integro.


Esmeraldo, fiero e attivo prima e dopo l’intervento.

Con la castrazione non si azzera la mascolinità, intesa come audacia e reattività. Pertanto, se un gatto maschio è aggressivo o iperattivo prima dell’intervento sostanzialmente anche dopo rimarrà tale. Tuttavia si noterà la tendenza a gironzolare di meno, fattore che per la sua incolumità è da considerarsi altamente favorevole. Altro punto estremamente interessante è che non avrà più interesse a ingravidare qualunque gatta nel raggio di 10/20 km, e infine non smarrirà mai più la via di casa.


Ho condiviso la mia dimora con molti gatti contemporaneamente (fino a 15) e li ho puntualmente sottoposti a sterilizzazione per una serie di validi motivi, primo fra tutti il controllo delle nascite. Penso che ormai anche i sassi avranno sentito dire che il gatto domestico è un riproduttore estremamente precoce e prolifico, e che ciò ha generato disagi nella specie, quali sovrappopolazione, esubero di gattini orfani e aumento di gatti randagi. Tuttavia i sassi non possono parlare, altrimenti potrebbero sensibilizzare i proprietari sul'’urgenza di contenere un problema che forse è già fuori controllo.

Bene, i miei tanti maschi castrati esibiscono straordinarie varietà temperamentali. Ci sono quelli che non hanno perso il piacere di esplorare e quelli che hanno conservato un bel caratterino, tanto da non essere disposti a entrare a patti con chicchessia.

Quanto a Esmeraldo, in principio era un girovago intero, il quale, come accade di continuo, si era smarrito, e infine si era accasato da me. I gatti sono maestri nell'individuare i siti con le migliori risorse! Allontanarsi di molti km per riuscire a trovare femmine fertili è tipico dei gatti domestici interi. Dopo i consueti e vani tentativi di riconsegnarlo ai proprietari, lo accolsi nel mio nutrito gruppo felino. Appena arrivato si comportava come il padrone assoluto, picchiando di santa ragione chiunque aveva la sventura di incrociarlo. Si tratta del “diritto dell’ultimo arrivato”, un comportamento tipico esibito allo scopo di assumere il controllo del territorio. Ma il tentativo non sempre riesce. Tutto dipende dalla tenacia dei precedenti residenti. Esmeraldo, da maschio integro, ha compiuto un autentico fiasco. Da picchiatore è scivolato al “rango” di evitante dopo essersi confrontato con due o tre dei miei gatti castrati più territoriali, i quali, a suon di scontri, gli hanno fatto dimenticare ogni velleità. Se qualcuno avesse timore che il suo gatto con accesso all'esterno – magari popolato da animali selvatici quali volpi e tassi – potesse diventare un individuo non più capace di difendersi, può stare più che tranquillo, perché i comportamenti difensivi non hanno alcuna relazione fisiologica ed emotiva con l’asportazione delle gonadi.

Un ascesso curato e suturato dopo uno scontro pre-sterilizzazione.

La sovrapproduzione di testosterone svolge unicamente la funzione di fornire l’impulso a cercare femmine da coprire.

Durante le dispute i gatti vanno incontro a elevatissime probabilità di infettarsi di malattie emato-trasmissibili, come le famigerate FIV e FeLV, provocate da violente e sanguinose lotte che rispondono all'istinto di diffondere il proprio patrimonio genetico. Istinto puro, non intenzionalità.

In natura il gatto tende a evitare lo scontro diretto il più possibile, dato l’enorme dispendio energetico che esso comporta, ma l'eccitazione sessuale scatenata dai feromoni e dai richiami vocali delle femmine durante la fase estrale produce l’innesco di zuffe furibonde. In tempi come questi, dove la densità felina è decisamente sproporzionata rispetto al territorio effettivamente disponibile, le probabilità di accoppiarsi aumentano notevolmente in relazione alla quantità di femmine disponibili, però ad aumentare sono anche gli scontri diretti.

Pelliccia folta, eccellente forma fisica per un Esmeraldo ca-strato ma agile e muscoloso.

Il gatto castrato SA lottare, ma preferisce NON farlo. In caso di pericolo è PERFETTAMENTE IN GRADO DI DIFENDERSI.

Resta da stabilire se Esmeraldo sia diventato un individuo debole e pigro.

Niente affatto.

Castrato da 7 anni, è un gatto forte, indipendente, reattivo. Preferisce vivere prevalentemente all'aperto in una zona zeppa di animali selvatici, ma non ha mai più smarrito la via della sua nuova casa.

È un maschio libero e fiero che semplicemente non mette incinta le gatte.


Barbara Stavěl


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