SIAMO ABBASTANZA EDOTTI DA CAPIRE IL GATTO?

"Appunti di Etologia felina" a cura di Barbara Stavěl

L’incubo del trasportino

Quella brutta, brutta associazione

Foto di Barbara Stavěl


Per certi gatti il trasportino, il viaggio in auto o il veterinario sono vissuti con uno stress abnorme. Per altri le tre esperienze si sommano, creando uno stato di panico che li trasforma radicalmente. Allora il gatto sobrio e tranquillo che sonnecchia sulla poltrona preferita si trasforma in Mr. CatHyde!

Ovviamente, se siamo proprietari di gatti che danno in escandescenze ogni volta che si vada dal veterinario, al momento della reale necessità ci viene il panico, ci dispiace per i suoi patimenti e ci sale l’ansia per: lotte furibonde per infilarlo nel trasportino, miagolii spaventosi, defecazione durante il viaggio, violenza inaudita nei confronti del povero vet. Altrettanto ovviamente, a questo prezzo non ce la sentiamo di portare il gatto a fare le analisi del sangue a scopo preventivo. È comprensibile.

Certo, ogni gatto ha la sua genetica, la sua storia personale, il suo temperamento. Infine ogni gatto di casa ha poi il suo proprietario. Sapete quanti sono gli errori che compiamo, inavvertitamente e in totale buona fede, nei loro confronti?

Più di quanti immaginiamo. Poi è tardi per lamentarci, sarebbe il caso di dire “mea culpa” e rimboccarci le maniche. Accettiamo l’idea che i comportamenti inappropriati di qualsiasi gatto sono nostra responsabilità. È una certezza. Il gatto segue un complesso di comportamenti istintivi insieme a molti altri appresi. Li apprende da noi e dall’ambiente che gli offriamo.

I vizi glieli facciamo sviluppare in modi molto difficili da intuire, ve lo assicuro. Certi comportamenti inopportuni potrebbero essere risolti spostando di 1m la cassettina igienica o il tiragraffi. Altri aggiungendo una ciotola d’acqua o una mensola per saltare sul pensile. Ma se non conosciamo le esigenze della specie non andiamo lontano e quando un gatto si mette a far cose sgradite vuol dire che tenta di adattarsi secondo le sue possibilità o esprime disagio.

Floyd sereno

Insomma, sto dicendo che tutto ciò che finora si è detto del gatto – che è un animale da salotto di facile gestione, di poche pretese, autonomo, indipendente, ecc – è stato un grandissimo abbaglio e ciò dipende dall’ignorare quasi del tutto le necessità specie-specifiche, riassunte in un’unica parola: territorio.

Esso rappresenta il suo mondo e deve possedere precisi requisiti, altrimenti il comportamento ne esce stressato, alterato, viziato. Non viziato nella più diffusa accezione, badate bene. Essere viziati non significa averle tutte vinte, vuol dire apprendere comportamenti socialmente errati. Ma non siamo qui per scoraggiarci, siamo qui per imparare a capire una specie assai diversa da noi e ciò è davvero appassionante.


Allora vi anticipo alcune azioni da provare per rendere l’esperienza del veterinario più leggera.

fate di tutto per non entrare in ansia prima dell’evento (una camomilla, uno xanax…). È stato appurato che il gatto percepisce i nostri umori attraverso l’olfatto. Sembrerebbe infatti che anche l’uomo produca certi feromoni (gli studi sono ancora giovani e in corso), comunque sia l’organismo umano produce sostanze chimiche quando insorgono ansia, preoccupazione, rabbia e angoscia. I gatti sono in grado di avvertirli olfattivamente, in particolare l’ansia. Percependola entra in allarme e gli basta udire suono di trasportino per nascondersi sotto il centro preciso del letto matrimoniale.


E il gatto disse – Vieni a prendermi, se ci riesci.

quando il gatto è molto ansioso o spaventato le ghiandole interdigitali rilasciano un feromone specifico, una sostanza appiccicosa che si fissa alle superfici. Se non sono rimosse gli forniranno un segnale che lo farà entrare in modalità allarme automatico anche a distanza di mesi dall’ultimo utilizzo del trasportino. Lavatelo molto bene con acqua e sapone poi con acqua e aceto.


Fra i cuscinetti ci sono ghiandole che secernono feromoni di allarme

mostrate il trasportino due o tre giorni prima (se l’appuntamento è programmato) e lasciatelo in bella vista come nuovo oggetto di casa, con la porticina aperta. Il gatto avrà modo di ispezionarlo, abituarsi e considerarlo innocuo.

al momento di introdurlo all’interno fate finta di niente, avvicinatevi distrattamente senza guardarlo. Accarezzatelo, prendetelo dolcemente in braccio, ma non dategli modo di vedervi avvicinare al trasportino. Meglio sarebbe mettete il trasportino in bagno, generalmente l’ambiente dov’è impossibile nascondersi, entrare col gatto in braccio camminando all’indietro (sempre per non fargli avvistare il temuto gabbiotto) e chiudere la porta. Di sicuro entrerà in allarme, ma almeno non dovrete inseguirlo per tutta la casa. Lentamente, trasportino in una mano e un cuscino nell’altra, spingetelo verso il bidet o il WC, quindi chiudete la via d’uscita da un lato e dall’alto. Il gatto non avrà fughe ed entrerà. In quella posizione non potete chiudere lo sportellino, quindi tappate il trasportino infilandovi il cuscino, allontanatevi dal sanitario e chiudete la porticina. Il cuscino può restare all’interno, tanto l’aria entra dalle fessure.


Un trasportino inoffensivo

Ricordate che il gatto è impastato di routine, per cui se di colpo svolgete azioni diverse il gatto entra in allerta. Si tratta di una reazione normale, soprattutto nei gatti tendenzialmente ansiosi e molto reattivi.

Rendetevi conto che, purtroppo, il momento di andare dal veterinario arriva per tutti e gestire un gatto allarmato è difficile e stressante. Create i presupposti per quel momento. Alcuni esempi? Abituate il gatto a stare con voi chiuso in bagno, ogni tanto lasciate in giro il trasportino senza usarlo, create un’associazione positiva all’abitudine di prenderlo in braccio, facendo seguire il gesto con un premio (uno snac, una sessione di gioco, una coccola).

Per i fortunati che si apprestano a leggere questo articolo prima di adottare un gattino ecco alcuni consigli che risparmieranno loro esperienze traumatiche da ambo le parti.

non adottate gattini di meno di 3 mesi. I futuri gatti adulti sono più equilibrati e meno emotivi.

fategli conoscere più tipologie di persone possibili e, avendo la possibilità, altre specie animali grandi e piccole, purché le interazioni siano per il gattino tutte gradevoli. Il futuro adulto diventa più socievole.

abituatelo da subito a stare nel trasportino e a fare piccoli spostamenti in auto, evitando l’associazione fissa AUTO = VETERINARIO. Mantenete in auge tale routine, quindi almeno una volta alla settimana andate a trovare la nonna, lo zio o i nipotini portandovi dietro il gatto, oppure praticate l’usanza di fargli fare un giretto in campagna o in un giardino sicuro e tranquillo col guinzaglio. Se non avete tempo fate comunque un giretto in auto: bastano 2-3 km e ritorno, tanto per mantenere l’evento come parte della quotidianità.

Nio a spasso con guinzaglio

abituatelo a prenderlo in braccio. È pur vero che alcuni gatti, crescendo, smettano di gradirlo, ma tenete a mente che se rinunciate a fare qualcosa per lungo tempo quell'azione diventerà nuova e il nuovo produce ansia in tutti i gatti. Non dico di prenderlo forzatamente 10 volte al giorno, trattenendolo contro la volontà (sarebbe un tantino crudele e, di nuovo, fonte di stress), ma consiglio di abbinarlo a qualcosa di molto gradevole. Esempio: a ogni pasto riempite la ciotola, prima di appoggiarla a terra accarezzatelo, prendetelo in braccio per 2-3 secondi, riposatelo a terra e offrite la ciotola. In questo modo il gattino assocerà l’essere afferrato con la conseguente immediata gratifica della pappa. Molto probabilmente, se sarete costanti, prima di mangiare si aspetterà questa azione e la attenderà come forma di piacevole rito.


Vi racconto una sfiziosa abitudine sviluppata senza accorgermi con uno dei miei gatti.

Floyd segue orari tutti suoi. Di mattina non è quasi mai presente, vai a sapere cosa combina fino al primo pomeriggio! Quindi arriva affamatissimo, varca la gattaiola, miagola a gran voce e mi raggiunge al piano di sopra, dove il più delle volte mi trova a lavorare davanti al computer. Dopo una paio di manfrine mi alzo e scendo le scale seguita dal festoso felino. A metà scala si ferma, si affaccia alla ringhiera e aspetta una carezza, quindi continua la discesa di gran carriera. Certamente dev’essere avvenuto che da cucciolo, prima del pasto, mi fermavo a giocare attraverso la balaustra della scala. Non lo feci consapevolmente, sta di fatto che oggi il Floyd adulto compie l’esatta sequenza ogni qual volta si scende per mangiare e quel piccolo rito lo gratifica enormemente, rafforzando altresì il legame uomo-gatto.

Bella cosa le scale e le ringhiere

Volete un gatto felice? Recitate questo mantra: routine, routine, modifiche graduali…

Il gatto apprende per tutta la vita, ma ogni cosa appresa da piccolo si fissa in modo più significativo. Il funzionamento del cervello di ogni mammifero è pressoché identico, pertanto, come nel bambino, il cucciolo apprende meglio e in modo repentino, perché nella fase infantile le connessioni nervose si sviluppano assai più velocemente che in età adulta. Analogamente, se un bambino vive un’infanzia ricca di eventi positivi e contatti gradevoli in seno a una famiglia comunicativa, coetanei stimolanti e diversi animali svilupperà un carattere molto socievole e tollerante delle diversità. Le esperienze vissute nell’infanzia, sia che si tratti di bambini che di cuccioli, restano fissate per sempre e stanno alla base del comportamento futuro. Vale per i bambini come per i gatti.

Allora attenti a cosa fate e non fate.

Il prossimo appuntamento sarà dedicato alle esigenze territoriali. Imprescindibili. Fondamentali.

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