SIAMO ABBASTANZA EDOTTI DA CAPIRE IL GATTO?

"Appunti di Etologia felina" a cura di Barbara Stavěl

Il benessere è nel territorio

Territorio: ricettacolo di ogni risorsa di benessere

Foto di Barbara Stavěl


Welfare e well-being, due parole la cui traduzione di entrambe è “benessere”, eppure racchiudono una sostanziosa differenza.

In campo etologico alcuni studiosi fanno fatica a distinguere il divario significativo, ma quando sarà chiarito non potrete più ignorarlo.

Welfare è il benessere derivante dai bisogni fisici basilari. Si ottiene offrendo al gatto risorse adeguate di cibo, acqua, luogo tranquillo per dormire, luogo per eliminare e per graffiare (tiragraffi).

Well-being è il benessere totale, sia fisico che emotivo, derivante dall’offrire al gatto una riproduzione accurata del suo territorio ideale, dove possa esprimere il suo aspetto motivazionale, cioè si possa comportare da gatto e individuo senza restrizioni.

Quando chiedi a qualcuno quale sia la risorsa più importante per un gatto, od ogni altra specie animale, spesso risponde “cibo e acqua”, con la motivazione che senza di essi si muore. È una risposta prevedibile, ma riduttiva, quindi inesatta. Cibo e acqua fanno sopravvivere, ma cosa ne è di tutti gli altri bisogni comportamentali? L’animale, nella fattispecie il gatto, è forse una sorta di meccanismo che abbisogna solo di nutrirsi?

Certo che no.


Inga, la gatta che amava la neve

Il gatto è un individuo senziente evolutosi come risultato dell’espressione di un repertorio comportamentale più ricco di quanto si pensi. Le sue esigenze, quindi le sue risorse, sono assai più complesse di quanto offerto dalla maggioranza di caregiver, pur se auto-dichiarati adoratori del gatto.

La risposta esatta è il territorio, ciò che contiene tutte le risorse indispensabili per raggiungere lo stato di benessere etologico totale, cioè il well-being.

E adesso da dove spunta fuori questo “caregiver”, è proprio necessario mischiare termini anglosassoni ovunque?

Sì, dal momento che l’italiano è una lingua meravigliosa, però non è adatta a coniare termini tanto precisi quanto intuitivi. Caregiver è colui che dispensa cure e attenzioni, ovvero risorse vitali di base, cure, protezione e affetto. Mi piace molto più del poco democratico “proprietario”, che d’ora in avanti abbandonerò a favore del vocabolo più preciso e appropriato.

Ora, cosa deve fare il caregever per ricreare, sia indoor sia outdoor, un territorio dove il Felis catus possa compiere il suo repertorio comportamentale, cioè essere se stesso?


Partiamo dal definire “repertorio comportamentale”. Si tratta della lista di tutti i comportamenti specie-specifici, stilato da attenta e minuziosa osservazione etologica dei gatti liberi in ambiente naturale e senza intromissione umana.

Di seguito il repertorio comportamentale del gatto.

1) Cacciare/nutrirsi

2) Riprodursi

3) Graffiare e marcare

4) Dormire e riposare

5) Dedicarsi al grooming

6) Giocare

7) Eliminare

8) Socializzare

9) Esplorare


Buneo, amatissimo e amabilissimo gatto nero FIV+

Il territorio ideale deve contenere le risorse che permettono al gatto di compiere il repertorio specie-specifico nella sua interezza. In natura se il gatto non individua un siffatto territorio si sposta, perché istinto da un lato e individualità dall’altro lo spingono a cercare quel luogo che lo conduca al suo totale benessere.

Capite da soli che, se il gatto vive in case umane il cui insieme delle risorse indispensabili al raggiungimento del suo well-being è ignorato, chiaramente il benessere è parziale, compare lo stress e con esso si presenta la concreta possibilità di esibire comportamenti inappropriati, ma anche l’insorgenza di disturbi fisici o vere e proprie malattie, comprese quelle degenerative a esito infausto. Adesso capite quant’è importante conoscere le esigenze del gatto?

Sapete, molti di noi affermano di avere avuto gatti morti di vecchiaia, ma oggi l’aspettativa di vita del gatto domestico è di 15-18 anni e non è infrequente che raggiunga i 20. Pertanto, se mi dicono “il mio gatto è morto di vecchiaia, aveva 12 anni” mi permetto di dubitare, in cuor mio, che il suo caregiver gli abbia fornito davvero tutte le accortezze del caso. Il punto è che molti si considerano più proprietari che caregiver.

Diverso è il discorso di gatti nati con patologie ereditarie o di quelli sfortunati che hanno contratto FIV, FeLV, o entrambe. Ve ne parlerò in futuro, raccontandovi del mio adorato Buneo, morto nel fiore degli anni a causa del cosiddetto aids felino (FIV).

Dunque, il territorio del gatto domestico che vive insieme all’uomo, onde godere di salute (welfare) e benessere emotivo individuale (well-being), deve consentire:


1) di nutrirsi bene. Se il gatto vive indoor non può cacciare, ma la caccia è un istinto immodificabile. Allora che fare? Ci si deve giocare per almeno 10-15 min. al dì, imitando i movimenti delle sue prede preferite. Nella mente del gatto chiedere al caregiver di nutrirlo si traduce come un comportamento appreso per procurarsi il cibo.


Nio, sempre scambiato per femmina, mentre mangia con cal-ma il pasto che “si è procurato” da me.

2) Di graffiare e marcare. Sono entrambe azioni che reputa indispensabili, quindi è impossibile impedirlo. Troverà sempre qualcosa dove fare le unghie, che è un modo potente per tenere lontani gli intrusi dal suo territorio. Non solo le graffiature sono eseguite nelle stesse posizioni, onde diventino profonde e visibili,ma il ripeterlo rafforza l’odore rilasciato da ghiandole poste fra i cuscinetti delle zampe. Sebbene viva in appartamento privo di conspecifici, graffiare è più forte di lui.

Dunque in casa non devono mancare tiragraffi orizzontali e verticali. Le posizioni non sono scelte dall’uomo, ma dal gatto. Se il bellissimo tiragraffi che gli avete comprato è ignorato, dovete spostarlo fino a trovare il punto che gli interessa. La marcatura ci dà meno fastidio, è quella in cui rilascia il suo odore strofinandosi su di noi e sui mobili.


Graffiare in verticale è indispensabile per fare stretching.

3) Di dormire e riposare. Le 12-16 ore di sonno, che aumentano con l’andare degli anni, sono indispensabili. Ma come noi non riusciremmo a dormire in mezzo a una piazza, così il gatto necessita di un luogo tranquillo e appartato. Lasciategli la libertà di sceglierlo da solo, inoltre offritegli più di una singola scelta, perché il gatto ha la necessità istintiva di disporre di più aree di riposo. Il sonno del gatto non va mai interrotto. La deprivazione sistematica di sonno profondo sono assimilabili a maltrattamento.


4) Di dedicarsi al grooming. Non disturbatelo mentre si lava, perché si tratta di un comportamento importantissimo per mantenere pelo e cute sani.


5) Di giocare. È più importante di quanto crediate ed è vostra responsabilità, quali caregiver responsabili e amorevoli, stimolarlo a giocare per tutta la vita. Il gioco supplisce alla mancanza di attività predatoria istintiva, pertanto non è un’opzione.


6) Di eliminare. Come a voi non piacerebbe evacuare e urinare in luoghi sporchi e scomodi, così al gatto non va di farlo in cassette dove non possa nemmeno rigirarsi (il comportamento di eliminazione prevede una sequenza stereotipata di azioni), o troppo sporche. Poi non lamentatevi se preferisce farla sul tappeto!


7) Di socializzare. Il Felis catus non è asociale, come sostenuto persino da biologi e zoologi decisamente specisti e poco preparati, è un animale relazionale facoltativo. Quando socializza con l’uomo, questi diventa una sua risorsa. Quindi ogni gatto, nel rispetto del suo temperamento più o meno coccolone, ha bisogno di relazionare con l’uomo, di solito nella figura del caregiver, in modo positivo, coerente e prevedibile. Dormire sulle ginocchia, avvicinarsi per assaporare qualche carezza, giocare assieme a noi sono espressioni comportamentali di cui non può essere privato.

E non guardateli. È privato!

8) Di esplorare. L’esplorazione fa parte dell’istinto del gatto e non può essere eliminata. È il motivo per cui ficca la testa nei sacchi della spesa, cerca di entrare nelle stanze proibite, si intrufola nel guardaroba, ecc. Lo scopo di questo

comportamento innato è di renderlo costantemente sicuro di sé nel proprio territorio. Se poi questo territorio è limitato all’appartamento di 100m2, chiaramente troverà molto interessante ampliarlo, uscendo sul pianerottolo, poi sulle scale, poi ai piani inferiori, poi, sfortunatamente, sulla strada. Quando vivevo in appartamento, creai per Nio l’associazione positiva fra piano soffitte e gioco. Ogni sera lo conducevo lassù e giocavamo a nascondino, il suo gioco preferito. Alla fine non c’era giorno in cui potessi saltare la routine. Miagolava davanti alla porta finché lo accontentavo! Per il benessere del tuo gatto devi offrirgli percorsi interessanti, palestre verticali, spazi negli scaffali, scatoloni da colonizzare… sul web troverai infinite soluzioni fai-da-te molto economiche e stimolanti.

Per Milligan ero la principale risorsa dopo il cibo.

Ehi, che fine ha fatto la voce “riprodursi”?

Dunque, in natura la riproduzione è un comportamento basilare per la prosecuzione della specie, ma in natura c’è un equilibrio che presso l’uomo manca. Se ho saltato la voce un motivo c’è.

Il Felis catus è una sottospecie del progenitore selvatico e si è evoluta esclusivamente in simbiosi con l’uomo. Attualmente la diffusione del gatto è fuori controllo e la sua popolazione, come quella umana, è ecologicamente insostenibile. Troppi gatti che cacciano, troppi territori che si sovrappongono, generando stress felino, troppe orribili malattie che li fanno morire lentamente e con gran sofferenza, troppi abbandoni, troppi gattini trucidati o gettati nella spazzatura, troppe gestioni inconsapevoli da parte di umani ignoranti, con conseguente assenza di welfare e well-being nella vita di molti individui felini.

Al gatto domestico, del tutto inconsapevole di perdere la capacità di riprodursi, essere sterile non comporta alcun tipo di stress, mentre il sovraffollamento attuale è fonte di caos emotivo e salutistico in tutta quanta la specie.

Quanto succintamente descritto ci autorizza a credere che la riproduzione sia l’unico repertorio comportamentale a poter essere eliminato con un semplice intervento una tantum. Le conseguenze sono solo una lista interminabile di benefici che meritano un ampio trattamento a parte.

Le risorse del territorio ideale, essendo argomento troppo importante per essere sintetizzato, sarà ripreso abbondantemente nei prossimi articoli.

Barbara Stavěl

Una semplice balla lo diverte fino allo sfinimento.

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